La qualità è compito della Confederazione o dei partner tariffali?

curafutura riconosce la necessità d’intervento nell’ambito della qualità e dell’economicità e i relativi sforzi compiuti dal Consiglio federale per dare nuovi impulsi e mettere l’accento su aspetti particolari. L’associazione non è tuttavia d’accordo con i piani di attuazione presentati ora con cui verrebbe rilasciato all’UFSP un assegno in bianco in materia di competenze.

Nella strategia «Sanità2020» del Consiglio federale la garanzia e il miglioramento della qualità delle prestazioni nel sistema sanitario hanno una priorità elevata. Nel 2014 il Consiglio federale ha posto in consultazione un progetto di legge per un «Istituto nazionale della qualità e della sicurezza dei pazienti». I compiti di questo istituto consisterebbero nella creazione di documenti di base, nello svolgimento di programmi di misurazione della qualità e nella valutazione di tecnologie e consultazioni mediche. Il progetto di legge non ha superato la fase di consultazione, essenzialmente a causa della soluzione centralistica proposta e della mancata considerazione delle attività e degli operatori esistenti in questo ambito.

Due in uno: o comunque tutto centralmente presso l’UFSP?

In seguito il Consiglio federale si è allontanato dalla soluzione centralistica. Per il “Health Technology Assessment”, quindi la garanzia della qualità del catalogo delle prestazioni, viene creata una divisione presso l’Ufficio federale della sanità (UFSP) e provvista di fondi. Per la garanzia della qualità delle prestazioni è stata prospettata una soluzione ad ampio spettro con la partecipazione di vari operatori e stakeholder.

A dicembre il Consiglio federale ha ora concretizzato questa soluzione che intende migliorare la qualità delle prestazioni, aumentare la sicurezza dei pazienti e ridurre l’aumento dei costi nella sanità. L’elemento chiave del messaggio è la creazione di un «servizio specializzato Qualità» nell’ambito dell’UFSP che presenti all’attenzione del Consiglio federale delle proposte per programmi e progetti nazionali, assegni degli incarichi e coordini i lavori. Inoltre una commissione extraparlamentare «Commissione per la qualità nell’assicurazione malattie» dovrà consigliare il Consiglio federale in riferimento alle strategie e ai criteri di qualità. Il finanziamento è previsto tramite un supplemento sul premio dell’assicurazione malattie per adulti. L’UFSP disporrebbe così ogni anno di circa 20 milioni di franchi per delle misure statali di garanzia della qualità.

curafutura vede una necessità d’intervento, ma non in questo modo

Anche se curafutura riconosce la necessità d’intervento nell’ambito della qualità e dell’economicità e prende atto con soddisfazione degli sforzi compiuti dal Consiglio federale per dare nuovi impulsi e mettere l’accento su aspetti particolari, l’associazione respinge in maniera netta i piani del Consiglio federale. E questo con la seguente motivazione:

  • Le proposte tendono a un’ulteriore centralizzazione e a un ulteriore accumulo di competenze presso l’UFSP. La definizione degli obiettivi, l’attuazione e la valutazione sarebbero presso un solo attore, mentre gli operatori che sono attivi già oggi avrebbero tramite l’istituzione della nuova «Commissione per la qualità nell’assicurazione malattie» un ruolo solo consultivo.
  • Il progetto marginalizza il ruolo e la responsabilità dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori a cui compete conformemente all’ordinanza sull’assicurazione malattie il controllo dell’economicità e della qualità delle prestazioni.
  • Il finanziamento di un servizio specializzato UFSP sui fondi dei premi dell’AOMS non corrisponde al mandato di prestazioni. Il finanziamento di programmi e progetti di garanzia della qualità deve avvenire tramite tutte le parti interessate in modo da mettere in accordo responsabilità e costi.

Reti di qualità come soluzione

Come alternativa ai piani del Consiglio federale, curafutura propone di usare attivamente le regolamentazioni di legge esistenti che offrono possibilità sufficienti ai fornitori di prestazioni, ai cantoni e agli assicuratori. I numerosi spunti nei contratti con reti di medici e organizzazioni di managed care indicano spazi di manovra in parte non ancora utilizzati. La qualità, la misurazione della qualità e la concorrenza sulla qualità devono essere portate maggiormente anche nell’agenda dei partner tariffali. Ciò significa che anche gli assicuratori malattia devono assumere nell’interesse dei loro assicurati un ruolo attivo e sostenere le iniziative per la qualità. Le reti decentralizzate dei fornitori di prestazioni ambulatoriali e stazionarie, le varie iniziative esistenti per la qualità e le prove pilota concrete degli assicuratori e cantoni sulla gestione della qualità e le dimostrazioni della qualità saranno di gran lunga più efficaci delle soluzioni centralizzate disposte dallo Stato. Una possibilità aggiuntiva potrebbe essere la creazione di una «fondazione per la qualità nella sanità» – da promuovere in comune con i cantoni, gli assicuratori malattia, i fornitori di prestazioni e le organizzazioni dei pazienti – che sostenga e valuti i modelli qualitativi delle reti e provveda alla loro diffusione.

Più vincoli per l’attuazione

Il miglioramento della qualità delle prestazioni richiede la chiara definizione e una regolamentazione vincolante dei requisiti e delle prove di qualità nonché l’applicazione sistematica delle possibilità di sanzione esistenti. I tribunali arbitrali cantonali competenti, in caso di conflitto non si sono finora dimostrati efficaci. curafutura propone quindi di completare l’attuale possibilità di sanzione – retrospettiva e poco efficace – con un inasprimento dei criteri di ammissione per i fornitori di prestazioni in modo da completare i criteri relativi ai requisiti e alle prove di qualità.

Vai al documento di posizione «Qualità e Health Technology Assessment» di curafutura.

Berna, aprile 2016



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16.12.2019

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Thema #TARDOC nicht bei @alain_berset und seinem @BAG_OFSP_UFSP angekommen? Träger Umgang des Bunds mit der Tarif-E… https://t.co/vbdhZ0W2mr

La qualità è compito della Confederazione o dei partner tariffali?

curafutura riconosce la necessità d’intervento nell’ambito della qualità e dell’economicità e i relativi sforzi compiuti dal Consiglio federale per dare nuovi impulsi e mettere l’accento su aspetti particolari. L’associazione non è tuttavia d’accordo con i piani di attuazione presentati ora con cui verrebbe rilasciato all’UFSP un assegno in bianco in materia di competenze.

Nella strategia «Sanità2020» del Consiglio federale la garanzia e il miglioramento della qualità delle prestazioni nel sistema sanitario hanno una priorità elevata. Nel 2014 il Consiglio federale ha posto in consultazione un progetto di legge per un «Istituto nazionale della qualità e della sicurezza dei pazienti». I compiti di questo istituto consisterebbero nella creazione di documenti di base, nello svolgimento di programmi di misurazione della qualità e nella valutazione di tecnologie e consultazioni mediche. Il progetto di legge non ha superato la fase di consultazione, essenzialmente a causa della soluzione centralistica proposta e della mancata considerazione delle attività e degli operatori esistenti in questo ambito.

Due in uno: o comunque tutto centralmente presso l’UFSP?

In seguito il Consiglio federale si è allontanato dalla soluzione centralistica. Per il “Health Technology Assessment”, quindi la garanzia della qualità del catalogo delle prestazioni, viene creata una divisione presso l’Ufficio federale della sanità (UFSP) e provvista di fondi. Per la garanzia della qualità delle prestazioni è stata prospettata una soluzione ad ampio spettro con la partecipazione di vari operatori e stakeholder.

A dicembre il Consiglio federale ha ora concretizzato questa soluzione che intende migliorare la qualità delle prestazioni, aumentare la sicurezza dei pazienti e ridurre l’aumento dei costi nella sanità. L’elemento chiave del messaggio è la creazione di un «servizio specializzato Qualità» nell’ambito dell’UFSP che presenti all’attenzione del Consiglio federale delle proposte per programmi e progetti nazionali, assegni degli incarichi e coordini i lavori. Inoltre una commissione extraparlamentare «Commissione per la qualità nell’assicurazione malattie» dovrà consigliare il Consiglio federale in riferimento alle strategie e ai criteri di qualità. Il finanziamento è previsto tramite un supplemento sul premio dell’assicurazione malattie per adulti. L’UFSP disporrebbe così ogni anno di circa 20 milioni di franchi per delle misure statali di garanzia della qualità.

curafutura vede una necessità d’intervento, ma non in questo modo

Anche se curafutura riconosce la necessità d’intervento nell’ambito della qualità e dell’economicità e prende atto con soddisfazione degli sforzi compiuti dal Consiglio federale per dare nuovi impulsi e mettere l’accento su aspetti particolari, l’associazione respinge in maniera netta i piani del Consiglio federale. E questo con la seguente motivazione:

  • Le proposte tendono a un’ulteriore centralizzazione e a un ulteriore accumulo di competenze presso l’UFSP. La definizione degli obiettivi, l’attuazione e la valutazione sarebbero presso un solo attore, mentre gli operatori che sono attivi già oggi avrebbero tramite l’istituzione della nuova «Commissione per la qualità nell’assicurazione malattie» un ruolo solo consultivo.
  • Il progetto marginalizza il ruolo e la responsabilità dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori a cui compete conformemente all’ordinanza sull’assicurazione malattie il controllo dell’economicità e della qualità delle prestazioni.
  • Il finanziamento di un servizio specializzato UFSP sui fondi dei premi dell’AOMS non corrisponde al mandato di prestazioni. Il finanziamento di programmi e progetti di garanzia della qualità deve avvenire tramite tutte le parti interessate in modo da mettere in accordo responsabilità e costi.

Reti di qualità come soluzione

Come alternativa ai piani del Consiglio federale, curafutura propone di usare attivamente le regolamentazioni di legge esistenti che offrono possibilità sufficienti ai fornitori di prestazioni, ai cantoni e agli assicuratori. I numerosi spunti nei contratti con reti di medici e organizzazioni di managed care indicano spazi di manovra in parte non ancora utilizzati. La qualità, la misurazione della qualità e la concorrenza sulla qualità devono essere portate maggiormente anche nell’agenda dei partner tariffali. Ciò significa che anche gli assicuratori malattia devono assumere nell’interesse dei loro assicurati un ruolo attivo e sostenere le iniziative per la qualità. Le reti decentralizzate dei fornitori di prestazioni ambulatoriali e stazionarie, le varie iniziative esistenti per la qualità e le prove pilota concrete degli assicuratori e cantoni sulla gestione della qualità e le dimostrazioni della qualità saranno di gran lunga più efficaci delle soluzioni centralizzate disposte dallo Stato. Una possibilità aggiuntiva potrebbe essere la creazione di una «fondazione per la qualità nella sanità» – da promuovere in comune con i cantoni, gli assicuratori malattia, i fornitori di prestazioni e le organizzazioni dei pazienti – che sostenga e valuti i modelli qualitativi delle reti e provveda alla loro diffusione.

Più vincoli per l’attuazione

Il miglioramento della qualità delle prestazioni richiede la chiara definizione e una regolamentazione vincolante dei requisiti e delle prove di qualità nonché l’applicazione sistematica delle possibilità di sanzione esistenti. I tribunali arbitrali cantonali competenti, in caso di conflitto non si sono finora dimostrati efficaci. curafutura propone quindi di completare l’attuale possibilità di sanzione – retrospettiva e poco efficace – con un inasprimento dei criteri di ammissione per i fornitori di prestazioni in modo da completare i criteri relativi ai requisiti e alle prove di qualità.

Vai al documento di posizione «Qualità e Health Technology Assessment» di curafutura.

Berna, aprile 2016



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